Gatto sacro di Birmania: educazione, cura e carattare

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Sei un amante dei gatti, ma certe volte il loro carattere imprevedibile e lunatico ti spiazza? Il gatto sacro di Birmania potrebbe essere la soluzione ideale! È infatti un felino particolarmente socievole che sviluppa una forte connessione con il padrone e i membri della famiglia; si caratterizza per la sua eleganza e raffinatezza nei movimenti, nonché per la sua personalità mite, risultando così un perfetto gatto d’appartamento.

Di seguito puoi trovare tutte le informazioni e le curiosità su questa razza felina particolarmente socievole.

Gatto sacro di Birmania: dati principali

– Razza: Gatto sacro di Birmania;
– Origini: probabilmente francesi;
– Dimensioni: media grandezza;
– Peso: dai 3 ai 4,5 kg;
– Pelo: lungo e setoso;
– Carattere: tranquillo e socievole;
– Speranza di vita: 12-15 anni.

Storia e origini della razza

Probabilmente arrivò in Francia nel XIX tramite alcuni esploratori e cominciò così a essere allevato; la razza è stata poi riconosciuta ufficialmente nel 1925. È possibile che il gatto sacro di Birmania sia nato da un incrocio di un siamese e un persiano, questo perché presenta caratteristiche molto simili a questi due animali. Piano piano la sua diffusione interessò tutta l’Europa, arrivò solo un arrestò durante il periodo della guerra; dopodiché nel 1955 ricominciò a pieno ritmo l’allevamento, rendendolo oggi una delle razze più comuni e richieste al mondo.

Leggenda del sacro di Birmania

Nel tempio di Lao Tsun in Birmania si venerava la dea Tsun Kian Kse, ricoperta d’oro e con gli occhi color zaffiro; qui i monaci erano soliti meditare in tranquillità con i loro gatti sacri di tinta bianca. Secondo la leggenda un giorno il Tempio venne assalito e depredato; durante questo attacco il Grande Sacerdote rimase ucciso, allora il suo gatto disperato della morte del padrone salì sulla sua schiena e cominciò a fissare un’icona della dea. Questa vedendo la devozione del felino decise di trasformare il suo pelo in oro e gli occhi in zaffiro, esattamente come lei; da quel momento tutti i discendenti del gatto subirono quel cambiamento, dando così inizio alla razza sacro di Birmania.

Aspetto e mantello

Di corporature media il gatto sacro di Birmania risulta particolarmente longilineo ed elegante nel genere femminile, mentre è più robusto e massiccio in quello maschile. Il muso è a forma di triangolo smussato con le guance piene; la testa è robusta, su di essa sono poste, leggermente inclinate, le orecchie dalla punta arrotondata.

Gli arti sono robusti e abbastanza corti; mentre la coda risulta di media lunghezza con la punta arrotondata, in genere questo gatto la tiene rivolta verso l’alto.

Il mantello di questa razza è particolarmente setoso e morbido, di media lunghezza e assenza di sottopelo; non si annoda facilmente e necessita di poche cure. Sul muso e sulle zampe è piuttosto corto, si allunga soprattutto su collo, dorso e fianchi.

Colori del sacro di Birmania

Il gatto sacro di Birmania presenta una grande varietà di colori, questi risultano però più intensi in certe aeree del corpo, dette “points”: quali muso, orecchie, zampe e coda. In tutte le altre zone del mantello il colore è lo stesso, ma appare più chiaro e scolorito tendente al bianco.

Questo felino può quindi assumere colori come crema, seal, rosso, lilac e tantissime altre tonalità. Le zampe presentano invece un guantaggio color bianco candido e gli occhi sono tinti di un blu intenso.

Carattere e personalità

Questa razza felina si distingue notevolmente dalle altre per la sua profonda socialità e ricerca di contatto con il padrone; è infatti un animale molto mite e tranquillo che adora la compagnia della famiglia, sia adulti che bambini. Affettuoso e dolce è spesso in cerca di coccole, apprezzandole facendo tantissime fusa piuttosto rumorose.

Non ama luoghi affollati e rumori forti, lo rendono infatti agitato e spaventato; essendo però un animale intelligente, invece di adottare comportamenti aggressivi, preferisce evitare o allontanarsi da queste situazioni particolari.

Il gatto sacro di Birmania risulta molto tranquillo e quieto, anche in presenza di estranei non crea situazioni intolleranti o inadeguate; questa qualità può diventare però un difetto, in quanto potrebbe cadere preda di persone malintenzionate. Perfino con gli altri animali va d’accordo facilmente, è infatti piuttosto accomodante e tollerante verso i comportamenti di questi, dopo ovviamente un periodo di presentazione e socializzazione.

Adora giocare ed esplorare posti nuovi, segue infatti il padrone come un’ombra per soddisfare la sua spiccata curiosità. Adatto alla vita in appartamento e alla compagnia, infatti è bene non lasciarlo troppo in solitaria, tende a patire particolarmente questa condizione.

É un felino molto intelligente e di facile addestramento, impara infatti piuttosto rapidamente. Inoltre ha la tendenza a seguire il padrone in giro e fare sue le abitudini della casa.

Cura e alimentazione

Questa razza non richiede particolari cure, l’unico elemento che necessita attenzioni è il mantello; deve infatti essere spazzolato almeno due volte a settimana, così da mantenerlo lucido e liscio. Durante i periodi di muta è bene aumentare questa operazione, aiutando così il benessere dell’animale anche in questi particolari momenti.

Per l’alimentazione sono adatti sia i cibi umidi che secchi, con la buona regola di variare spesso; è infatti un gatto particolarmente schizzinoso e selettivo. Una caratteristica importante è la sua capacità di gestire e regolare da solo il suo cibo, è infatti un gatto che difficilmente sviluppa obesità.

Il Gatto sacro di Birmania non soffre di particolari predisposizioni a malattie specifiche, ma è bene assicurarsi di acquistarlo da un allevatore con certificazioni affidabili e in regola, in modo tale da evitare rischi o problemi vario genere.

Costo

Qui in Italia si possono trovare diversi allevamenti di sacro di Birmania, ricordando però di fare sempre attenzione alla loro affidabilità e credibilità. Infine per quanto riguarda il prezzo in genere si aggira intorno ai 700 euro, ma può arrivare anche a 1.300 €: tutto dipende dal suo pedigree.