I cani possono mangiare il gelato?

I cani possono mangiare il gelato?

Quando si decide di adottare un amico a quattro zampe bisogna tenere conto che bisognerà occuparsi della sua crescita, facendo le scelte migliori per salvaguardare la sua salute.
In tal senso è fondamentale curare l’alimentazione in ogni fase della sua vita, in modo che possa arrivare alla vecchiaia in forma.
Per questo motivo è opportuno operare una selezione rigida riguardo ai cibi appartenenti alla nostra alimentazione che gli vengono dati da mangiare, poiché rimarrete sorpresi quanti di questi non sono affatto indicati e possono risultare dannosi se non mortali.
Alcuni sono poi del tutto insospettabili, quindi il suggerimento è quello di informarvi con attenzione presso il vostro veterinario di fiducia o affidabili siti web.
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio la possibilità di far assaggiare al cane il gelato, valutando se le sostanze contenute sono idonee e se l’apporto calorico consente di mantenere una dieta bilanciata, al fine di mantenere sotto controllo il peso e non appesantire ossa e organi.

Il gelato è indicato per i cani?

Capita a tutti coloro che hanno un amico a quattro zampe di vedere i suoi occhi imploranti ogni qualvolta state mangiando un gelato.
Magari lo ha pure assaggiato alla fine del cono uno volta o due, leccandosi i baffi soddisfatto.
In realtà si tratta di un alimento che sarebbe decisamente meglio non includere all’interno della sua dieta, poiché contiene delle sostanze che possono a lungo andare generare patologie gravi per l’animale.
È il caso degli zuccheri, elementi che non dovrebbero essere assunti dall’animale perché causa di diabete con l’avvento dell’età avanzata.
Il gelato ne è decisamente ricco, indipendentemente dal tipo di gusto scelto, quindi è già un valido motivo per trattenersi nonostante lo sguardo convincente.
In secondo luogo è presente una discreta quantità di lattosio, al quale numerosi cani sono allergici o comunque intolleranti. Ciò che potrebbe derivare è pertanto un forte disordine intestinale, che tende a manifestarsi con episodi di diarrea o vomito e dolore di stomaco.
Inoltre, parliamo di un alimento decisamente calorico, che provoca un aumento del peso se assunto in maniera consistente, problematica presente per più della metà degli esemplari che vorrebbero mangiare continuamente.
Cercare di mantenere l’animale in linea non è soltanto un vezzo estetico, ma anche una necessità salutare se si desidera mantenerlo forte e vigoroso fino al termine della sua vita.
Un capitolo a parte meritano poi i gusti del gelato, poiché alcuni sono decisamente negativi sotto tutti i punti di vista.
Decisamente intuitiva è la condizione non benefica del cioccolato, uno degli alimenti che maggiormente possono danneggiare i vari apparati del vostro cane.
Stesso discorso vale per le creme in generale ma anche per alcune tipologie di frutta, che sono del tutto sconsigliate se non per utilizzo umano.
Se quindi non avete una grande conoscenza dei cibi che assolutamente il vostro amico a quattro zampe deve evitare, non avventuratevi più del dovuto e non fate assaggiare una variante che non sapete quanto possa essere innocua.
Il suggerimento, se avete un dubbio, è sempre quello di rivolgersi a un vero professionista, che conosca la situazione fisica dell’animale e sappia dirvi come potrebbe reagire il suo intestino a determinate sostanze a limite.

I gelati creati appositamente per cani

Osservando quanto in realtà i cani siano profondamente attratti dal gelato, il mercato del settore ha da qualche tempo ideato una vasta gamma di surrogati perfettamente adatti alla sua salute, che ricordino l’originale come gusto e consistenza ma allo stesso tempo siano poveri di grassi in eccesso e zuccheri, nemici della linea e fautori del diabete.
Si tratta di una soluzione decisamente ipocalorica, priva di sostanze ingrassanti e ricca invece di fibre e proteine, alla base di una dieta equilibrata.
Queste sono infatti utili sia per garantire il corretto funzionamento delle cellule ma anche dell’apparato gastrointestinale, così da favorire una corretta evacuazione giornaliera.
Parliamo pertanto di una soluzione che può essere utilizzata di tanto in tanto per premiare il cane, magari quando è stato diverse ore da solo in casa senza danneggiare i mobili o ha conseguito in risultato che auspicavate da tempo.
In questo modo l’animale sarà soddisfatto e tenderà a ripetere il comportamento virtuoso anche in futuro, sperando di ricevere sempre lo stesso regalo.
Come anche gli essere umani, anche i nostri compagni di vita pelosi amano assaggiare sapori nuovi e soprattutto sono attratti da ciò che non conoscono.
Gli esperti del settore hanno pertanto ideato differenti aromi per il gelato dedicato, come ad esempio la vaniglia, lo yogurt o il fiordiriso, che solitamente vengono apprezzate anche dal palato di quegli esemplari che si mostrano inappetenti per la maggior parte del tempo.

Le conseguenze del gelato tradizionale sul cane

Se è capitato di far assaggiare una minima quantità di gelato al cane non sentitevi in colpa, ma se invece si tratta di un’abitudine costante allora sarebbe opportuno conoscerne le possibili conseguenze.
Oltre al citato diabete e all’obesità, è possibile che l’animale sviluppi una forte intolleranza al lattosio, che si manifesta in un’indisposizione a livello di stomaco.
Questa potrebbe sfociare in una vera e propria intossicazione alimentare, che richiede l’intervento immediato di un veterinario per evitare l’avvelenamento.
Questo potrebbe capitare quando il gusto in questione è il cioccolato o i suoi derivati, nemico giurato dell’animale, oppure alcuni tipi di frutta come l’uva, che non tutti sanno essere decisamente pericolosa nel breve e lungo termine.
Essendo quindi la tematica dell’alimentazione animale molto delicata, sarebbe opportuno limitarsi a offrire il cibo che siamo sicuri non faccia danni, preferibilmente quello riservato esclusivamente alla categoria.
Se proprio non riusciamo a farne a meno o desideriamo premiare l’amico con un sapore nuovo, facciamo attenzione al contenuto di zuccheri e grassi presente, poiché ci vuole poco a superare la soglia tollerata e provocare un aumento di peso o lo sviluppo di patologie più gravi, soprattutto in prossimità della vecchiaia.