Che cos’è il diritto d’autore e come si tutela

Che cos’è il diritto d’autore e come si tutela

Spesso sentiamo parlare di diritto d’autore anche se non sempre abbiamo chiaro chi, cosa e come si tutela. Si tratta di una materia giuridica piuttosto delicata, dove i confini sono alquanto facili da superare perchè il concetto di base di tale diritto potrebbe non essere sempre chiaro.

Online ad esempio ci sono migliaia di diritti violati in questo senso, tant’è che il colosso Google con suoi algoritmi laddove identifica dei contenuti copiati e/o non originali, tende a penalizzare i siti in questione.

Molte aziende oggi si rivolgono a dei professionisti pur di migliorare i propri piazzamenti nei risultati di ricerca. Le richieste per delle campagne di ottimizzazione SEO e link building sono in crescita. Ed il lavoro maggiore è quello che riguarda la “freschezza” ed originalità dei contenuti pubblicati.

Vediamo di dipanare un po’ quella matassa che molto spesso gli autori e creatori artistici delle loro opere si trovano a dover difendere. 

Cos’è il diritto d’autore?

Per rispondere adeguatamente alla domanda legittima occorre conoscere prima di tutto la legge riferita al diritto d’autore. Le normative di riferimento sono espresse con la legge del 22 aprile 1941, n. 633, e successive modifiche, da ultimo quelle previste nel decreto legge16 ottobre 2017 n.148, il quale prevede la tutela delle “opere dell’ingegno di carattere creativo“, che appartengono alle varie forme di tutte le arti, tra cui la letteratura, il teatro, la musica, il cinema.

Le norme parlano chiaro in riferimento al diritto d’autore che è identificato in un istituto giuridico ben preciso. Esso ha il compito di tutelare tutti gli autori e le loro opere create, assicurando loro ogni tipo di diritto, sia dal punto di vista patrimoniale sia morale.

Tra questi ce ne sono di molto comuni, primi tra tutti il riconoscimento della paternità dell’opera e il diritto a ricevere un compenso tutte le volte che essa è utilizzata da chiunque.

In Italia è la SIAE a definire specificatamente le opere creative, indicandole come un bene prezioso. Per la “Società Italiana degli Autori ed Editori” si tratta, cioè, di espressioni intellettuali, frutto di lavoro da parte dell’autore, da tutelare completamente. Secondo tale diritto, quindi, è assicurato un profitto economico al creatore stesso per il suo lavoro intellettuale.

 Quanto dura il diritto d’autore?

L’articolo 25 della legge sui diritti d’autore stabilisce la durata e definisce chiaramente che il creatore dell’opera che può utilizzarli per tutta la sua vita. Alla sua morte, e fino a settant’anni dopo, usufruiranno degli stessi i suoi eredi legittimi.

Tali diritti spettano, pertanto, agli eredi, nei settant’anni successivi alla morte dell’autore. Trascorso il tempo previsto dalla legge per l’utilizzo economico, l’opera  non ha più un legittimo proprietario, quindi chiunque può utilizzarla, anche senza avere il permesso ereditario.

Come si tutela il diritto d’autore?

Online esistono dei siti che si occupano di tutelare il diritto di autore di aziende e privati: basta andare su https://www.nocopyplease.com/ e fare una richiesta di consulenza gratuita.

Ma cerchiamo di saperne di più: sono due i mezzi messi a disposizione dalla legge sul diritto d’autore per la tutela di infrazione, reale oppure presunta.

L’azione di accertamento avviene quando si ha il sentore che ci possa essere una violazione del diritto, ipotizzando un’infrazione. In questo frangente l’autore originario può difendersi in giudizio. Chiede, cioè, che vengano accertati i propri diritti sull’opera, esigendo il veto che essa possa essere ancora violata. Questo è chiamato accertamento.

Nel caso in cui, invece, è avvenuta realmente la violazione, l’autore legittimo può impedire che si continui con l’inosservanza del suo diritto oppure venga ripetuta. Secondo le normative, ha la possibilità di agire allo stesso modo della circostanza di cui sopra. Questa è l’interdizione.

È l’art. 156 della legge che tutela il diritto d’autore a occuparsi di tutelare l’utilizzo economico, rimandando al CPC (Codice di Procedura Civile) ulteriori suoi disciplinamenti.