Magnetoterapia: come funziona e come posizionare i magneti

Magnetoterapia: come funziona e come posizionare i magneti

Ultimamente si sente parlare spesso di magnetoterapia. Ma come funziona? E da chi può esser applicata? Si tratta di un sistema di ultima generazione la cui finalità è quella di curare una determinata patologia con l’ausilio dei campi magnetici.

Il funzionamento è semplice, in quanto ci si avvale di una bobina di filo conduttore attorno ad una spirale in grado di generare un campo magnetico. La frequenza può andare da qualche hertz fino ad arrivare a qualche migliaio.

Regolazione della macchina della magnetoterapia

La regolazione viene stabilita in base alla patologia sulla quale intervenire. Ecco due possibilità:

  1. Basse frequenze: utile a stimolare lo svolgimento delle attività biologiche dei tessuti.
  2. Alte frequenze: sono in grado di procurare degli effetti analgesici.

Dagli studi e gli esperimenti effettuati, si evince come gli impulsi elettromagnetici sarebbero in grado di agevolare la ripolarizzazione della membrana cellulare. Un’azione efficace perché qualora ci fossero dei disturbi, la carica elettrica contenuta nelle cellule sembrerebbe indebolirsi.

Il sistema studiato tramite la magnetoterapia è privo di rischi, in quando le onde degli apparecchi utilizzati non sono invasive e né i tessuti e neppure gli organi, assorbono tali onde elettromagnetiche.

A cosa serve la magnetoterapia

In breve possiamo affermare che la magnetoterapia è in grado di rigenerare le cellule nel momento in cui esse si indeboliscono. Tale trattamento potrebbe tornare utile qualora ci siano casi di:

  • Infiammazioni;
  • Dolori generali;
  • Disturbi reumatici o articolari;
  • Artrite;
  • Vene varicose;
  • Epicondiliti;
  • Male alla schiena;
  • Ernie;
  • Osteoporosi;
  • Ulcere da decubito.

I benefici prodotti dalla magnetoterapia sono molteplici. Con il tempo è stato constatato che le sue azioni fungono da antidolorifici e antinfiammatorio (oltre che favorire la calcificazione, circolazione sanguigna e cicatrizzazione).

Come posizionare i magneti per eseguire la magnetoterapia

Per posizionare i magneti è indispensabile comprendere quale parte del corpo trattare. Ecco come farlo in base a dove si vorranno mettere:

  • Zona lombare: nel caso n cui si volesse curare la lombalgia, contrattura o artrosi, la fascia bicolore andrà posizionata dal lato verde, sulla zona lombare. È importante che la fascia sia ben a contatto con la parte interessata.
  • Zona cervicale: anche in questo caso la parte verde dev’essere posizionata e a contatto con la parte indolenzita. Sarebbe meglio effettuare il trattamento da seduti, affinché la magnetoterapia possa agire adeguatamente sull’artrosi, contratture a livello cervicale e/o cervicalgia.
  • Spalla: rispettando sempre il contatto tra la parte interessata e quella verde della fascia magnetoterapia, in questo modo si potrà trattare eventuali fratture alla periartrite scaopolo omerale.
  • Caviglia: la fascia magnetoterapia deve avvolgere tutta l’articolazione della caviglia. Essa può andar bene nel caso di distorsione, fratture, tendinite, osteoporosi o altri problemi legati all’artrosici.
  • Ginocchia: i solenoidi dovranno esser applicati sulla parte dolorante del ginocchio interessato. Utile per curare eventuali ritardi di calcificazione, artrosici alle ginocchia o tendiniti presenti nei legamenti laterali.
  • Polso: per questo trattamento è sufficiente che la fascia avvolga tutto il polso anche se non vi è una perfetta aderenza. La magnetoterapia curerà eventuale osteoporosi locale, artrite, tendinite o tunnel carpale.

Come riconoscere gli effetti della magnetoterapia

Riconoscere gli effetti positivi della magnetoterapia non è particolarmente complesso. Per chi ha avuto problemi come quelli presentati in precedenza, dopo un po’ di trattamenti dovrebbe notare dei miglioramenti a livello locale, con nette riduzioni di dolore e una guarigione veloce in caso di fratture.

Non di meno, la magnetoterapia punta a curare ulteriori problemi accelerando anche la circolazione sanguina e migliorando di conseguenza eventuali problemi legati ad una inefficienza metabolica.

Se eseguita correttamente e con una certa costanza, aumenterà la mineralizzazione ossea e l’azione cicatrizzante a livello locale sarà evidente.

Per il numero di sedute è bene consultare il medico specializzato in materia, poiché ogni trattamento prevede una durata differente in base alla patologia da curare.