Cosa rende speciale il Dom Perignon P2

Cosa rende speciale il Dom Perignon P2

Dom Perignon è uno degli champagne più conosciuti, uno champagne prodotto in Francia, chiaramente, nel cuore della regione della Champagne. Dom Perignon è prodotto da Moet Hennessy che ne creò il marchio nei primi del 900 e da allora ne cura l’immagine e la produzione.
Una delle caratteristiche meno conosciute di Dom Perignon sta nel fatto che le sue bottiglie sono solo dei millesimati, cioè la maggior parte delle uve con cui lo si produce è stata coltivata, maturata e raccolta nell’anno riportato in etichetta. Questa caratteristica è molto particolare, in un contesto, quello degli Champagne, dove la Cuvée, cioè l’assemblaggio di diverse annate, è una delle pratiche più diffuse ed accettate.

Come dicevamo, Dom Perignon è sempre uno champagne millesimato, ad esempio Dom Perignon Vintage 2012 contiene principalmente le uve della vendemmia 2012, Dom Perignon 2008, una delle annate più ricercate e premiate, fa riferimento alla vendemmia del 2008. Alcune annate sono particolarmente riuscite, per via del clima ed una serie di altri fattori difficilmente elencabili. I vini prodotti in queste annate speciali possono essere selezionati dallo chef de cave per essere utilizzate in progetti più prestigiosi e complessi, come quello che vede la produzione di Dom Perignon P2.
Cosa è il Dom Perignon P2? In maniera molto semplificata, un P2 è un normale champagne Dom Perignon, lasciato ad evolvere, maturare per oltre 12 anni sui lieviti prima di essere immesso sul mercato. Tuttavia, per chi se lo stesse chiedendo, il procedimento di produzione non è lo stesso del Dom Perignon Vintage, nome corretto per indicare il Dom Perignon base. Il Dom Perignon P2, viene lasciato maturare ed evolvere nei propri lieviti, prima di essere sboccato e tappato con il caratteristico tappo di sughero con gabbietta. Questa differenza fondamentale rende lo Champagne P2 molto differente, come vedremo in seguito.

P2, abbreviazione di Plénitude 2

Per essere il mitico champagne che tutti sogniamo di degustare, deve attendere nelle cantine per almeno 15 anni. Avete letto bene… quindici anni di attesa prima essere proposto sul mercato. Questo lungo periodo di attesa permette ai lieviti contenuti all’interno delle bottiglie di affinare e di evolvere alcuni aromi come non sarebbe possibile diversamente. I sentori e gli aromi di cui tutti i sommelier hanno letto, sono il risultato di questo lungo affinamento sui lieviti, questa lunga attesa. Da un punto di vista pratica, la cantina deve attendere molti anni prima di poter rientrare dell’investimento e questo, come è lecito attendersi, comporta un costo molto più elevato rispetto allo champagne base. Il prezzo di un Dom Perignon P2 è appunto giustificato dalla lunga attesa e dalla complessità maggiore nel processo di produzione.

Dom Perignon P2 2003, l’ultimo arrivato.

L’ultima annata di Dom Perignon P2 è la 2003, un vino, come sempre in Dom Perignon, fresco e minerale, dall’ottima acidità. Un perlage fine e persistente completa un colore giallo carico ed intenso con riflessi dorati.
Aromi di crosta di pane e lievito si mischiano a sentori di frutta candita, biscottini al burro e piccola pasticceria; note speziate e terziarie. Un sorso che riempie di cremosità e gratificazione. Un sorso potente che lascia il segno con un finale leggermente sapido. Come sempre Dom Perignon P2 non si smentisce mai, ricordando che è prodotto solo nelle annate ove ci sia la materia prima ed il giusto potenziale di invecchiamento. Dom Perignon P2 non è per tutti ma è sicuramente un’esperienza che ogni appassionato di champagne dovrebbe fare prima o poi. Uno degli champagne più bevibili ed allo stesso tempo complessi che si siano mai visti sul mercato.