Osteoporosi: cos’è e come si cura

Per spiegare cos’è l’osteoporosi, si deve innanzitutto dire che si tratta di una patologia cronica che interessa l’apparato scheletrico e che è contraddistinta da una cospicua diminuzione di densità dell’osso minerale oltre che da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo.

Si tratta, nello specifico, di una patologia che va a indebolire le ossa, rendendole non solo più fragili, ma anche più soggette a fratture anche in assenza di traumi di grande entità[1].

Conosciamo da vicino l’osteoporosi

A differenza di quello che si potrebbe pensare, l’osteoporosi è una patologia molto diffusa, soprattutto per le donne in menopausa oltre che negli uomini over 70. Nonostante tutto, però, in presenza di alcuni fattori di rischio specifici, può colpire anche soggetti molto più giovani.

Questa malattia viene spesso definita come silenziosa, proprio perché nelle fasi iniziali – quelle in cui le ossa iniziano a indebolirsi e la microarchitettura a cambiare – non danno sintomi specifici o ben identificabili.

Nella maggior parte dei casi, infatti, si ha un primo campanello d’allarme in seguito a una frattura causata da fragilità che, spesso, interessa il femore ma che può interessare anche polso o vertebre. Un evento di questo tipo spesso induce ad approfondimenti mirati, che portano a scoprire la presenza effettiva di osteoporosi.

Per effettuare la diagnosi di osteoporosi vengono prescritti degli esami specifici come, ad esempio, la densitometria ossea, necessaria per la misurazione della densità minerale ossea. Un esame di questo tipo permette, quindi, di valutare anche l’eventuale rischio di frattura.

Come si cura l’osteoporosi

Quello della cura dell’osteoporosi è un discorso attualmente molto dibattuto, poiché interessa moltissime donne, ma non solo.

In questi casi, in seguito alla scoperta dell’osteoporosi, il medico può prescrivere una serie di farmaci specifici utili per ridurre il rischio di fratture. Inoltre, è consigliabile intervenire con un’integrazione di calcio e vitamina D, qualora questa fosse necessaria. Vi sono, poi, delle terapie di supporto come, ad esempio, fisioterapia e riabilitazione.

Accanto a queste, soprattutto negli ultimi anni, sta emergendo anche la magnetoterapia, che è stata studiata come trattamento complementare nei casi di osteoporosi oltre che in quello di fratture a lento consolidamento.

In questi casi si prevede l’esposizione a campi magnetici pulsati, che possono andare a  stimolare la formazione di nuovo tessuto osseo, favorendo così la deposizione di calcio e collagene.

Si ipotizza che la magnetoterapia possa agire sulla densità minerale ossea e, quindi, migliorarla in pazienti con osteoporosi[2]. Si tratta comunque di una tecnica non invasiva che, al tempo stesso, è anche indolore e ben tollerata. Questa viene spesso usata, come detto in precedenza, come supporto alla terapia farmacologica e ai programmi di riabilitazione studiati per ogni singolo caso.

Oggi è possibile eseguire la magnetoterapia a domicilio, noleggiando i macchinari da realtà come https://www.osteoplus.com/ che permettono di avere il macchinario a casa propria per eseguire la terapia in maniera facile e veloce.

Disclaimer: Quello che leggi è informazione di base, non un consiglio sanitario personale.

[1] Compston, J. E., McClung, M. R., & Leslie, W. D. (2019). Osteoporosis. Lancet, 393(10169), 364–376. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(18)32112-3

[2] Jiang F, Xie X, Pang X, Zheng L. Efficacy of magnetic therapy for osteoporotic patients: A meta-analysis of randomized controlled studies. Medicine (Baltimore). 2024 Jan 12;103(2):e36881. doi: 10.1097/MD.0000000000036881. PMID: 38215089; PMCID: PMC10783348.